Contratto di lavoro part-time: cosa prevede la legge

In questa guida parleremo del contratto di lavoro part-time che negli ultimi anni ha subito molte modifiche sostanziali. Andremo ad analizzare tutte le principali caratteristiche di questo contratto, quali sono i diritti ed i doveri dei lavoratori e tante altre utili informazioni.

Contratto di lavoro part-time: che cos’è?

Il contratto di lavoro part-time non è altro che una delle numerose forme di rapporto di lavoro previste dal diritto del lavoro in Italia, caratterizzata da un orario lavorativo ridotto rispetto all’orario normale (a tempo pieno). Secondo le leggi previste in Italia l’orario settimanale per i lavoratori dipendenti è fissato a 40 ore. Tuttavia i diversi contratti collettivi possono intervenire in materia fissando dei limiti inferiori.

L’azienda ed il dipendente possono quindi decidere di stipulare un contratto che preveda lo svolgimento dell’attività lavorativa in un orario ridotto, in deroga al tempo pieno fissato dalla legge o dal contratto collettivo eventualmente applicato.

Si passa in questi casi al cosiddetto part-time che può essere stipulato sia a tempo determinato che indeterminato. Ovviamente è possibile sia essere assunti direttamente con un contratto part-time che trasformare successivamente il proprio contratto a tempo pieno in un part-time.

Contratto di lavoro part-time

Contratto di lavoro part-time: le diverse tipologie

I part-time non sono tutti uguali tra loro, ne esistono infatti tre tipologie differenti in base alla distribuzione oraria. Ecco le tipologie di contratto part-time:

  • Part-time orizzontale: Questa tipologia si ha quando la riduzione dell’orario è giornaliera e viene quindi prevista basandosi sul normale orario di lavoro giornaliero. Appartengono a questa categoria ad esempio i lavoratori che lavorano dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 14 invece che il normale orario di otto ore al giorno dalle 8 alle 16.
  • Part-time verticale: Questa tipologia si ha quando l’attività viene svolta regolarmente a tempo pieno ma in via limitata rispetto ai giorno della settimana, del mese o dell’anno. Rientrano in questo esempio tutti i dipendenti che lavorano 8 ore al giorno ma per 2 o 3 giorni a settimana rispetto ai 5 del tempo pieno.
  • Part-time misto: Quest’ultima tipologia si ha con una combinazione delle due precedenti. Ad esempio un lavoratore che da gennaio fino a giugno lavora tutti i giorni, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 15 mentre da luglio a dicembre lavora 8 ore al giorno ma soltanto i giorni di lunedì e martedì.

Contratto di lavoro part-time: assunzione e trasformazione

Come detto in precedenza è possibile essere assunti direttamente in regime di part-time oppure anche accordarsi tra dipendente e datore di lavoro per trasformare il proprio contratto a tempo pieno in un part-time. Andiamo ad analizzare quindi l’assunzione e poi la trasformazione.

Assunzione part-time

Il contratto a tempo parziale è regolamentato dal Dlgs numero 81/2015 ed in base all’articolo 4 è stato stabilito che anche i dipendenti a tempo determinato possono essere assunti con orario di lavoro ridotto. In tal caso il contratto dovrà ovviamente essere stipulato in forma scritta ai fini della prova. Questo vuol dire che il lavoratore può anche chiedere al giudice di trasformare il proprio contratto a tempo pieno in mancanza di un documento che attesti l’orario di lavoro part-time.

In particolare il contratto, oltre a contenere tutto quanto previsto per i rapporti di lavoro full-time dovrà indicare anche la durata della prestazione lavorativa oltre che la collocazione temporale dell’orario di lavoro, avendo cura di fare chiaro riferimento ai giorni, alle settimane ed i mesi dell’anno.

Trasformazione in part-time

Capita molto spesso nel corso del rapporto di lavoro che le parti in causa (lavoratore e datore di lavoro) si accordino per trasformare l’orario di lavoro da tempo pieno a part-time o anche al contrario. L’accordo in ogni caso deve chiaramente risultare con apposito atto scritto e la trasformazione dovrà essere comunicata al Centro per l’impiego attraverso il modello Unilav entro 5 giorni dalla mutazione.

L’eventuale rifiuto del lavoratore a modificare l’orario di lavoro non costituisce in ogni caso un valido motivo di licenziamento. Per trasformare un contratto full-time in un part-time è quindi necessario che tutto avvenga con un apposito atto scritto su cui il lavoratore dipendente dovrà apporre la propria firma per accettazione e ricevuta.

Nel caso in cui avvengano delle assunzioni a tempo parziale il datore di lavoro è inoltre obbligato ad informare il personale già dipendente a tempo pieno ed a prendere in considerazione le eventuali domande di trasformazione, soprattutto per le unità produttive site nello stesso ambito comunale.

In caso di più domande di trasformazione di contratto da full-time a part-time avranno la precedenza:

  • I lavoratori con coniuge, figli o genitori affetti da patologie gravi con decorso cronico, degenerativo o ingravescente o patologie oncologiche.
  • Coloro che assistono una persona convivente in totale e permanente inabilità lavorativa con connotati di gravità e a cui sia riconosciuta una percentuale di invalidità del 100% con necessità di assistenza continua
  • I lavoratori con figli di età non superiore a 13 anni o figli portatori di handicap.

Ci sono poi dei casi particolari in cui i lavoratori hanno diritto alla trasformazione:

  • Tutti i lavoratori affetti da patologie oncologiche o gravi patologie cronico degenerative ingravescenti con ridotta capacità lavorativa. In caso di richiesta del soggetto in questione il contratto di lavoro potrà tornare nuovamente a tempo pieno non appena lo stato di salute lo renderà possibile.
  • Per tutti i lavoratori in luogo del congedo parentale o nei limiti del congedo parentale che ancora spetta, a patto che la riduzione non superi il 50% dell’orario di lavoro a tempo pieno.
  • Per tutti i lavoratori con contratto a tempo pieno ed indeterminato che maturano entro il 31 dicembre il diritto alla pensione di vecchiaia, riducendo l’orario di lavoro in misura complessiva tra il 40% ed il 60% per un periodo pari a quello che intercorre tra la data di accesso al beneficio alla maturazione del requisito anagrafico di pensione di vecchiaia.

Nel caso in cui il CCNL di riferimento lo preveda è possibile per azienda e dipendente accordarsi sull’applicazione delle cosiddette clausole elastiche e flessibili. Si tratta di alcune clausole che consentono una maggiore flessibilità grazie alle quali è possibile distribuire in modo diverso la prestazione lavorativa nell’arco della giornata, della settimana, del mese o dell’anno oppure estendere la durata della prestazione lavorativa fino al limite dell’orario a tempo pieno.

Queste clausole ovviamente devono essere pattuite per iscritto tra il datore di lavoro e il lavoratore ed essere esplicitate nel contratto di assunzione oppure in successive lettere tra le parti. Anche in questo caso un diniego del dipendente non rappresenta valido motivo di licenziamento.

Lavoro part-time diritti e doveri

Contratto di lavoro part-time: diritti e doveri del lavoratore

Per quanto riguarda le caratteristiche di un contratto part-time bisogna sapere che valgono le stesse previsioni dei contratti full-time per quanto riguarda: ferie godute, pagamento straordinari, retribuzione salariale mensile, presenza di una busta paga, periodo di prova, contributi previdenziali INPS o INAIL.

I diritti dei lavoratori a tempo parziale sono fatti salvi i medesimi diritti dei lavoratori full-time. Ad esempio valgono le stesse regole per quanto riguarda la conservazione del posto di lavoro in caso di infortunio o in caso di malattia. In sostanza la norma vuole specificare che il lavoratore con contratto di lavoro part-time non debba essere discriminato rispetto al lavoratore con contratto di lavoro a tempo pieno.

In particolare vediamo che:

  • Il lavoratore part-time ha diritto allo stesso trattamento economico nonché alla stessa retribuzione oraria in proporzione alle ore lavorate, rispetto al lavoratore full-time.
  • Il lavoratore part-time ha diritto allo stesso trattamento normativo dei lavoratori full-time, sotto qualsiasi aspetto. Ovviamente indennità o altri trattamenti economici dipendenti dalle ore lavorative vengono decurtati proporzionalmente.
  • Per i lavoratori in part-time verticale eventuali indennità spetteranno soltanto per i giorni in cui è prevista da contratto la prestazione lavorativa.
  • Per quanto riguarda l’assegno per nucleo familiare si fa riferimento alle ore lavorate nell’arco della settimana, se il monte ore è superiore a 24 ore si ha diritto all’intero assegno, se inferiore alle 24 ore si avrà diritto a tanti assegni giornalieri a quante sono le giornate effettivamente lavorate.
  • Il lavoratore part-time può svolgere, su richiesta del datore di lavoro, straordinari oltre il normale orario di lavoro, restando però nei limiti della quantità massima definita dai vari CCNL. In particolare il datore di lavoro può richiedere al lavoratore part-time lo svolgimento di ore di lavoro supplementare nel limite del 25% rispetto alle ore settimanale indicate nel contratto di lavoro. La retribuzione di queste ore in eccedenza deve essere concordata tra le parti.
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