Contratto di lavoro a chiamata: tutti i dettagli

In che consiste il contratto a chiamata? In questa guida andremo a scoprire tutto quello che c’è da sapere sul contratto a chiamata, anche conosciuto come contratto a intermittenza o lavoro intermittente. A seguito dell’abolizione dei voucher Inps, i famosi buoni lavoro che erano finiti al centro delle critiche, tutti coloro che hanno bisogno di inquadrare prestazioni di lavoro occasionale sono stati chiamati a cercare delle differenti tipologie contrattuali, tra cui troviamo il contratto a chiamata.

Contratto di lavoro a chiamata: che cos’è e come funziona?

L’introduzione dei contratti a chiamata in Italia è avvenuta con la Legge Biagi ed ha subito una modifica con la riforma del lavoro Jobs Act. Lo stesso nomo di lavoro a chiamata identifica alla perfezione questa particolare tipologia di contrattualizzazione, prevede infatti che una determinata prestazione lavorativa avvenga soltanto a chiamata del datore di lavoro.

Contrariamente a quanto avviene con le collaborazioni cococo oppure con il lavoro autonomo, il contratto di lavoro a chiamata è di tipo subordinato perché è il datore di lavoro a decidere i tempi ed i modi dello svolgimento della prestazione.

Contratto di lavoro a chiamata

Questo tipo di contratto si basa sul concetto che un lavoratore intermittente può essere chiamato dal committente soltanto in caso di necessità, cioè ad esempio in concomitanza con particolari picchi di produzione o per aiutare il personale fisso durante eventi particolari.

L’obiettivo principale di questo contratto introdotto nel 2003 è quello di inquadrare tutti quei lavoratori che si ritrovano ad essere occupati soltanto in particolari giorni oppure per brevi periodi di tempo. I settori in cui viene utilizzato sono: turismo, spettacolo, ristorazione, reception ecc.

Il funzionamento del lavoro intermittente è molto semplice, il datore di lavoro, ogni volta che effettua la chiamata a lavoro del lavoratore ad intermittenza deve obbligatoriamente rendere comunicazione amministrativa preventiva tramite SMS nel caso in cui la prestazione dovrà essere espletata durante le 12 ore successive. In alternativa è possibile inviare una email da indirizzo PEC entro un massimo di 30 giorni.

I datori di lavoro sono obbligati a rispettare l’obbligo di comunicazione preventiva, in caso contrario sono infatti previste delle sanzioni che vanno dai 400 ai 2400 euro.

Contratto di lavoro a chiamata: caratteristiche e requisiti

Quali sono le caratteristiche del contratto di lavoro a chiamata? Questo contratto è del tutto simile a qualsiasi altro contratto di lavoro ma deve rispettare alcune regole precise. Prima di tutto il contratto di lavoro intermittente deve essere messo per iscritto e soprattutto deve soddisfare determinati requisiti. I dati obbligatori da indicare nel contratto sono:

  • Durata del contratto che può essere a tempo determinato ed a tempo indeterminato.
  • Casuale del lavoro intermittente che può essere soggettiva o oggettiva.
  • Luogo di svolgimento del lavoro.
  • Modalità di svolgimento del lavoro.
  • Disponibilità del lavoratore intermittente.
  • Preavviso di chiamata.
  • Trattamento economico: retribuzione + stipendio + indennità di disponibilità.
  • Modalità di chiamata del lavoratore.
  • Norme di sicurezza sul lavoro relative alla mansione.

In particolare bisogna sapere che il contratto a chiamata può essere utilizzato soltanto in determinati casi. Nello specifico:

  • Causa oggettiva: se vi sono esigenze di prestazioni di tipo discontinuo previste dai diversi CCNL.
  • Causa soggettiva: se ci sono lavoratori di età inferiore ai 24 anni o superiore ai 55 anni. Queste prestazioni a chiamata devono comunque essere concluse entro il venticinquesimo anno di età.

Altrettanto importante è conoscere i casi in cui il ricorso al lavoro a chiamata è vietato:

  • In caso di sostituzione di lavoratori in sciopero.
  • In caso in cui l’azienda nei sei mesi precedenti abbia effettuato licenziamenti collettivi.
  • In caso in cui l’azienda nei sei mesi precedenti abbia effettuato sospensioni o riduzioni dell’orario di lavoro nei confronti di lavoratori.
  • Nel caso in cui l’azienda non sia in regola con la valutazione dei rischi in materia di sicurezza.

Il contratto di lavoro a chiamata ha una durata massima stabilita dal Jobs Act, in particolare non è possibile superare i 400 giorni di ricorso a questa tipologia di lavoro nell’arco di tre anni. A fare eccezione sono determinati settori: turismo, pubblici esercizi, spettacolo.

Nel caso in cui il lavoratore superi i limiti di durata con lo stesso datore di lavoro il suo contratto di lavoro sarà trasformato automaticamente in contratto a tempo indeterminato full time.

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